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Guareschi

Biografia

1949 - 1950: la morte della madre e il processo Einaudi

Nel dicembre del 1949 esce Il diario clandestino, che raccoglie gli scritti di Guareschi raccolti durante l'esperienza della prigionia durante la guerra.

Il 13 luglio 1950 muore la madre, la signora maestra Lina Maghenzani. Giovannino la fa seppellire definitivamente a Marore, paese nel quale aveva insegnato per anni.
Tre mesi dopo la madre riceverà il "Diploma di benemerenza di prima classe", con tanto di medaglia d'oro.
Quattro anni dopo il Ministero della Pubblica Istruzione le riconoscerà il diritto alla pensione.

L'ho rivista a Marore nel 1943, prima di tornare al reggimento con la schiena rigida, la tisi ossea le ha intaccato la spina dorsale due anni prima e da allora deve portare il busto di gesso. Pare debba morire da un momento all'altro, ma si ammalerà secondo i regolamenti nel periodo delle vacanze e, nel settembre, il suo fantasma riprenderà l'insegnamento.

Quaranta giorni dopo muore il padre Primo Augusto.

E lui ha aspettato che lei si sistemasse nel cimitero del paese lontano, e pochi giorni dopo, l'ha seguita.

Nell'ottobre del '50 Mosca viene allontanato dalla redazione del Candido; Guareschi rimane alla guida del settimanale da solo.

Il 4 dicembre 1949 viene assolto insieme a Manzoni nel processo Einaudi ("Nebiolo"), in cui era accusato di vilipendio al Presidente della Repubblica Luigi Einaudi per aver pubblicato una vignetta umoristica, considerata offensiva nei riguardi del Presidente Einaudi.
Il Procuratore Generale della Repubblica ricorre in appello e il 10 aprile 1950 Guareschi viene condannato in appello insieme a Manzoni a otto mesi con la condizionale.

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Guareschi, Milano 1950

 

Guareschi legge il Candido. Milano 1950

 

Guareschi legge la versione di Don Camillo in giapponese,
Milano, metà anni '50