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Biografia

1936 - 1943: a Milano, il Bertoldo, il primo arresto

Nell'agosto del 1936 Angelo Rizzoli gli propone il posto di redattore al Bertoldo, qui ha inizio la lunga collaborazione tra Guareschi e la casa editrice Rizzoli, collaborazione che durerà per tutta la carriera dello scrittore.
Si trasferisce quindi a Milano con la compagna Ennia e inizia a lavorare come redattore al Bertoldo per poi diventarne redattore capo nel '37. Rimarrà capo redattore di questo settimanale fino alla sua chiusura definitiva nel 1943.

E così un bel giorno prendo il treno e mi trasferisco a Milano intrufolandomi nella redazione del Bertoldo, il settimanale che si intitola al più famoso villano della letteratura italiana.

Non rinuncia in questi anni a diverse collaborazioni con importanti testate: La Stampa, Ambrosiano, Milano in Fiore, Stampa Sera, Marc'Aurelio.

Nel 1938 inizia a collaborare con l'E.I.A.R.(Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), scrivendo testi, scenette, conversazioni, pubblicità e rubriche a puntate fino al 1942, anno del suo primo arresto.

Nel 1940 inizia a realizzare elzeviri, novelle e cicloreportage per il Corriere della Sera, per cui lavorerà fino al 1942.
Il '40 è anche l'anno in cui sposa Ennia Pallini e in cui viene iscritto all'Ordine dei Giornalisti.

Nel novembre del 1941 esce il suo primo libro: La scoperta di Milano.
Nel luglio del '42 esce il secondo: Il destino si chiama Clotilde.

È nell'ottobre del '42 che subisce il suo primo arresto, viene preso per aver diffamato Mussolini e il suo regime. Il tutto accade dopo una grossa sbornia, Giovannino si ritrova per strada di notte e dice apertamente tutto quello che pensa.
Questo sfogo gli costa una notte in prigione e, due mesi dopo, il richiamo alle armi. Parte destinato all'11° Artiglieri 1060 Battaglione di Alessandria.
Con questo episodio hanno termine le sue importanti collaborazioni con il Corriere della Sera e con La Stampa.

Vengo arrestato nel 1942 dai fascisti per aver comunicato al rione Gustavo Modena, Ciro Menotti, Castelmorrone ciò che in quel momento pensavo di tutta la faccenda.
Si tratta di un episodio poco onorevole in quanto accadde che io, la notte del 14 ottobre 1942 - riempitomi di grappa fino agli occhi in casa di amici -, per tornare alla mia casa in via Ciro Menotti che è lontana non più di ottocento metri, impieghi due ore. E in quelle due ore (dall'una alle tre) urlo delle cose che poi l'indomani ritrovo registrate diligentemente in quattro pagine di protocollo che un importante personaggio di certa UPI
(Ufficio Politico di Investigazione) mi mostra nel suo ufficio in via Pagano.

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Guareschi (a sinistra) con i colleghi del Bertoldo

Guareschi a 34 anni, 1942
Vignetta Guareschi progioniero

Vignetta sentinella in ascolto