Brescello
Il paese
Tra il materiale d’archivio conservato presso il locale
"Museo Peppone e don Camillo" fa capolino anche una poesia scritta
da Narciso Campioni, un turista rimasto colpito dalla semplicità
del posto. In modo simpatico e senza alcuna velleità letteraria,
essa ci introduce nella realtà di questo piccolo paese della provincia
di Reggio Emilia. Ecco la "carta d’identità brescellese":
Nella bassa padana c’è Brescello,
centro abitato piccolo e tranquillo,
che sembra l’opera di un buon pennello;
ci ricorda Peppone e Don Camillo
che, con i films di comica romanza,
han dato al borgo lustro e rinomanza.
Un piccolo museo le loro gesta
ci racconta, in maniera suggestiva;
foto ed oggetti ce le manifesta;
il carro armato e la locomotiva
attirano il curioso ed il turista
e lo conquistano a prima vista.
Ei fu d’origine gallo-romana,
ma prove attestano che sia più antica;
vittima poi della furia padana,
se ne risollevò con gran fatica;
ebbe porto sul fiume e tempi buoni,
ma venne saccheggiata dai predoni.
Tra Parma e Mantova si affaccia al Po,
dove l’Enza, torrente, ha la sua foce;
poi la sua vita qui si sviluppò,
fino ai dì nostri, sempre più veloce.
Pochi abitanti, sana economia,
c ’è tanta pace e tanta pulizia.
Ci sono allevamenti, c’è buon vino,
piccole industrie, aziende alimentari;
ci saluta la statua di "Pasquino"
e chiesa e piazza ed altri luoghi cari.
Io son commosso e, solo di passaggio,
faccio a Brescello doveroso omaggio.
(Brescello, 6 giugno 1994)
Cenni storici
Le origini di Brescello risalgono all’epoca preistorica, come dimostrano
i ritrovamenti fatti nelle località della Ravisa di San Genesio
e della Motta Balestri. I primi popoli sedentari che però si stabilirono
in questa zona furono i Galli Cenomani, di razza cimbrica. Essi diedero
ai territori da loro conquistati nella valle del Po il nome di Brixellum.
Intorno al 220 a.C. Brescello fu conquistata dal console romano Quinto
Manlio e intorno al 190-189 a.C., come ricorda Plinio il Vecchio nella
sua Naturalis Historia (III, 15, 115), divenne colonia romana.
Il territorio venne centuriato ed assegnato alle famiglie della tribù
Arnense, proveniente dal Lazio. Brescello era considerata un centro importante
dal punto di vista economico e strategico, infatti, da qui era possibile
controllare un punto chiave lungo il corso del fiume.
Nel I sec. a.C. il territorio di Brescello si era notevolmente allargato,
diventando una ricca e popolosa città, sede di magistrati e corporazioni,
con il suo forum, l’acquedotto e il porto sul Po.
In seguito alla crisi dell’Impero romano, a partire dal III sec.
d.C., la città lentamente decadde e divenne oggetto di saccheggi
e di distruzioni (nel 227 da parte di una banda di predoni). Nonostante
la crisi politico-economica, Brescello fu nominata sede vescovile nel
389 d.C. (il primo vescovo fu Genesio, oggi santo protettore del paese).
Nel 572 la città fu occupata dai Longobardi e da questi eretta
a Ducato. Tra il VI e VII secolo Brescello fu coinvolta in un’estenuante
disputa che frappose l’Esarcato Bizantino di Ravenna e i Potentati
Barbari che invasero la Padania. Le truppe guidate dal re longobardo Agilulfo
(nel 603) e una serie di devastanti alluvioni (nel 589 e intorno al 605-610)
rasero quasi completamente al suolo la città riducendola ad uno
strato di fango e sabbia. Fu così che cessò di esistere
la Brixellum gallo-romana.
Nella prima metà del XII secolo Brixillum risorse dapprima
come castello medievale a difesa e controllo dei traffici fluviali, poi
come sede di importanti ordini monastici, come quello dei benedettini.
Nel XII secolo Brescello dipendeva politicamente da Parma, mentre nei
secoli successivi la storia del paese riflette l’avvicendarsi delle
diverse Signorie: i Correggeschi, i Rossi, i Visconti, gli Sforza, fino
agli Estensi nel 1479.
Le cruenti battaglie per conquistare il predominio sulla città
indussero gli Estensi a progettare e costruire una cinta muraria pentagonale
con fossato, facendo di Brescello una città-fortezza (la nuova
città fu definita "erculea", in onore dell’estense
duca Ercole II). Nel 1704 le mura e la rocca di Brescello furono distrutte
dagli Spagnoli e il paese sprofondò di nuovo nell’anonimato
per oltre un secolo. Il governo estense continuò fino al 1861,
anno in cui Brescello, insieme alle altre città-reggiane, entrò
a far parte del Regno d’Italia.
Brescello oggi
Brescello fa parte di quella fascia di piccoli e medi comuni della Bassa
reggiana che si affacciano sulla riva destra del Po: Boretto, Gualtieri,
Guastalla e Luzzara. Una zona lunga circa 20 chilometri, che svolge un’intensa
attività turistico-fluviale facente perno sul Porto turistico di
Boretto, geograficamente collocato a metà del tratto navigato del
fiume.
Il comune di Brescello, distante circa 20 chilometri da Parma e 30 da
Reggio Emilia, è costituito dall’unione di tre località:
il capoluogo con circa 5000 abitanti e le frazioni di Lentigione e Sorbolo
a Levante, che si estendono, ad ovest, verso la provincia di Parma.
L’economia del paese rispecchia quella della Bassa reggiana: un
settore agricolo tra i più prosperi d’Italia, il cui sviluppo
è stato favorito dalla presenza di numerosi corsi d’acqua,
primo fra tutti il Po, e da una serie di bonifiche effettuate nel corso
dei secoli (dai Benedettini nel Medioevo, dagli Estensi nel Rinascimento
e ancora nell’Italia repubblicana fino alla metà del ’900).
Molto sviluppati sono l’attività zootecnica, legata soprattutto
all’allevamento di suini, e tutto il settore alimentare (dai salumi,
il più pregiato è il Culatello, ai formaggi, non si può
non citare il Parmigiano-Reggiano, il tutto accompagnato da un buon bicchier
di vino, il Lambrusco naturalmente).
Nel secondo dopoguerra è andato sempre più sviluppandosi
il settore industriale, legato all’industria meccanica e metalmeccanica.
Accanto ad un numero limitato di grandi imprese, si sta assistendo al
fiorire di piccole e medie industrie, alcune con prestazioni di assoluta
eccellenza.
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Lo stemma di Brescello

Dépliant di Brescello

Chiesa di Santa Maria Nascente

Bar Don Camillo

Monumento a "Ercole Benefattore" di Jacopo
Tatti detto" il Sansovino"

Il Centro Culturale San Benedetto

Tramonto a Brescello

Campagna intorno a Brescello

Il libro della storia di Brescello

Brescello dalle nubi

Fiume Po

Chiavica emissaria del Canalozzo di Brescello sul fiume
Enza

Alcuni prodotti tipici
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